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Il Pianto (suggerimento
alle neo-mamme) |
(testo tratto da:
Quaderni acp - volume 5 - numero: 5.2 Aprile 1998)"....
I bambini piangono tutti ed è normale: nei primi tre mesi di vita
due ore al giorno, e qualcuno anche più di tre ore. Infatti in assenza
della capacità di parlare i neonati non hanno altro sistema di segnalazione.
Il pianto è appunto un generico richiamo, un segnale che ha lo scopo di
portare la madre vicino al suo piccolo, il più presto possibile. Ma è
anche un modo per dialogare, per allenare gli altri a rispondere adeguatamente.
Per alcuni genitori il pianto è un problema, per altri è un evento
normale, e come tale, è tollerato. Vediamo se possiamo darvi qualche suggerimento
per provare a captare, prima, cosa vostro figlio vuole dirvi anche se la maggior
parte delle mamme, grazie alla propria sensibilità, riesce ben presto a
trovare la strada migliore per capire e rispondere con il seno, un bacio, un abbraccio.
Subito dopo la nascita tutti i "pianti" sembrano e sono in effetti molto
simili è necessario un po' di, tempo (qualche, settimana) perché
il neonato impari a comunicare meglio e i genitori .a capirne le innumerevoli
sfumature. Certamente la fame è uno degli stimoli più forti che
porta il neonato a chiamare. E ' un linguaggio fatto di grida sempre più
forti e prepotenti fino a che non gli viene offerto il seno o il biberon. Solo
cosi lo vedrete calmarsi, talvolta anche già ai preparativi. Ma nutrirlo
non deve rimanere l'unico modo di rispondere, mi raccomando. Se il piccolo è
bagnato può " gridare" è un segnale che ha il timbro del
disagio, del malessere, non del dolore o della sofferenza. Cosi il pianto di solitudine
o quello del neonato che vuole essere preso in braccio. Anche gli stimoli troppo
forti possono essere causa di grida: troppo caldo, troppo freddo, troppo sole,
troppo rumore. Non dimentichiamo quest'eventualità prima di pensare a cose
più impegnative. Ogni madre poi impara a riconoscere il pianto del neonato
che ha sonno e non riesce a dormire, e che a ben guardare si lamenta fregandosi
gli occhi. Nel bambino un po' più grande, dopo i sei mesi, gridare può
essere espressione di gioia o frustrazione per non aver raggiunto un traguardo
voluto. Se vuole prendere un oggetto e non ci riesce, se vuole fare qualcosa e
sbaglia può scoppiare in un pianto violento per rabbia o per richiedere
aiuto per svolgere un compito apparentemente piccolo ma per lui molto importante.
Insomma, basta pensare che il piccolo bambino è una persona e che ha, al
pari di un adulto, molte più esigenze di quante non crediamo e che va compreso
e rispettato. C'è invece un pianto di dolore, molto comune tanto da essere
quasi considerato normale che le madri imparano rapidamente a riconoscere: le
coliche gassose. Cominciano già verso i primi 10 -15 giorni di vita
del bambino, solitamente la sera, tira le gambette, diventa rosso, si irrigidisce,
si contorce e soprattutto piange. Sembra non placarsi con nulla. Tutti i tentativi
per tranquillizzarlo falliscono, lasciando la madre in uno stato di tensione che
non fa altro che peggiorare la situazione. Infatti i bambini sono sensibilissimi,
a pelle, allo stato di tensione materno e reagiscono inquietandosi ancor di più.
Non si conoscono ancora le motivazioni profonde di questo pianto incessante: per
alcuni la spiegazione sta nell'eccessiva presenza di aria nell'intestino, per
altri il pianto serve a scaricare la tensione accumulata nella giornata, per altri
ancora sarebbe causato da un'allergia alimentare; per altri ancora è la
digestione difficoltosa. Il consiglio generico di fronte alle coliche gassose
è quello di cercare di consolare come possibile il proprio bimbo, facendosi
anche aiutare nei casi di particolare stress. Può essere utile tenerlo
in braccio, metterlo a pancia in giù, dondolarlo vigorosamente, attaccarlo
al seno. Le coliche, che sono massime nei secondo mese, spariscono comunque entro
il terzo, lasciando solo un ricordo. Solo se le coliche sono particolarmente violente,
si presentano anche al mattino o sono davvero eccessive, parlatene con il pediatra,
potrà consigliarvi qualche accorgimento farmacologico o ricercare alcune
cause mediche....."
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