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Il Raffreddore


Il raffreddore è una malattia contagiosa, dovuta all'infezione delle prime vie respiratorie da parte di un virus. Il raffreddore si limita difficilmente all'infiammazione del naso (rinite), quasi sempre anche la gola è interessata dall'infezione.

Come si cura
Non esiste una cura per guarire dal raffreddore come per tutte le malattie di origine virale; infatti i virus non rispondono agli antibiotici. L'unica cosa è aspettare che la malattia segua il suo corso perché le difese dell'organismo hanno bisogno di alcuni giorni per sconfiggere l'infezione.
Gli interventi curativi che tuttavia si possono attuare non sono vere e proprie cure per la malattia, servono solo ad attenuare il sintomo più fastidioso della malattia, cioè l'ostruzione nasale. Consigliabili sono le gocce di soluzione fisiologica che possono essere instillate nelle narici (3-4 gocce per narice al bisogno, anche più volte al giorno. La soluzione fisiologica non è un preparato medicinale, ma solo di una soluzione di lavaggio, l'uso prolungato o ripetuto non è dannoso. Nel caso che la soluzione fisiologica non sia sufficiente e il bambino sia decisamente infastidito, si potranno usare delle gocce medicinali, opportunamente prescritte dal pediatra, senza superare la dose prescritta e limitandone l'uso allo stretto indispensabile.

Quando è necessaria una visita del medico

Il raffreddore guarisce da solo, e molte volte una visita medica non è neppure necessaria. Tuttavia il raffreddore può essere il primo sintomo di situazioni più importanti (bronchiolite, otite. ecc.), perciò i familiari devono sapere quando avvisare il medico.

  • Tosse - Con il raffreddore è normale un po' di tosse: la tosse da raffreddore si accentua di solito al momento di andare a letto, o al risveglio, e può disturbare il riposo; altra caratteristica della "normale" tosse da raffreddore è di presentarsi in certi momenti, intervallati da prolungati periodi di assenza di tosse, anche a volte della durata di diverse decine di minuti e gli accessi di tosse non sono accompagnati da importante difficoltà respiratoria.
    Se al contrario la tosse diventa molto insistente nel corso delle ore, oppure a crisi "soffocanti" (quest' ultima caratteristica è di particolare importanza soprattutto nei bambini più piccoli, sotto l'anno di età), è opportuno non considerarla una "normale" tosse da raffreddore, e far valutare la situazione dal medico.

  • Difficoltà respiratoria Il naso chiuso è ovviamente un ostacolo ad una normale respirazione, ma di norma non è una causa di vera difficoltà del respiro. Il bambino raffreddato potrà infatti essere infastidito dal naso chiuso, ma respirare non è veramente faticoso. Anche il rumore di catarro che gorgoglia tra naso e gola non deve essere considerato un segno di difficoltà respiratoria.
    La difficoltà respiratoria è quella reale fatica a compiere i movimenti respiratori, che si evidenzia con un respiro corto e veloce (il "fiatone", come dopo aver fatto una gran corsa), oppure con la sensazione che un ostacolo impedisca il normale ingresso di aria nelle vie respiratorie. Solo in presenza di questi sintomi è opportuno non rinviare una visita medica.

  • Febbre - Nei pochi giorni di massima intensità del raffreddore è normale avere una lieve alterazione della temperatura corporea, che non deve preoccupare. Solo se questa situazione si prolunga per più di due o tre giorni, oppure se la temperatura diventa decisamente febbrile può essere opportuna una visita medica; anche in tal caso però la necessità di visita medica è urgente solo se la temperatura è elevatissima o se si accompagna ad altre cause di allarme.

  • Condizioni generali compromesse - Anche in questo caso bisogna distinguere tra quella insignificante alterazione della situazione di benessere, col bambino un po' irritabile o stanco, forse lievemente inappetente, che è normale attendersi con il raffreddore, e un serio aggravamento della situazione generale del bambino, che invece richiede un rapido intervento medico.

  • Pianto - Il bambino raffreddato può essere irritabile, e quindi piangere con facilità, senza che ciò debba allarmare. Se però il bambino comincia ad avere un comportamento che sembra indicare un vero dolore, sarà bene sottoporlo a visita medica.

  • Decorso prolungato - Un raffreddore ha una fase di intensità massima che può durare due o tre giorni: in questa fase sono evidenti la congestione nasale, una modesta compromissione dello stato generale, una piccola alterazione della temperatura corporea. Solitamente in prima giornata non è presente tosse, essa sopraggiunge poco dopo l'inizio della malattia e persiste anche oltre la fase di massima intensità della congestione nasale, per decrescere gradualmente e scomparire del tutto (anche in una diecina di giorni). Sintomi che persistono più a lungo possono richiedere una valutazione da parte del medico.

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