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Reflusso
gastroesofageo (fisiologico)
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un fenomeno fisiologico nei primi mesi di vita dovuto ad un'immaturità
anatomica e funzionale dello sfintere del cardias, una struttura valvolare e muscolare
che separa il contenuto acido gastrico nell'esofago. Per reflusso gastroesofageo
s'intende il refluire di materiale proveniente dallo stomaco verso l'esofago e
poi anche alla bocca. Il reflusso gastroesofageo fisiologico non disturba il bambino
che presenta una crescita regolare senza sintomi di rilievo; gradualmente scompare
soprattutto dopo lo svezzamento con l'introduzione d'alimenti solidi. Se la quantità
di materiale gastrico che refluisce è elevata e/o troppo frequente, tale
da indurre un danno alla mucosa esofagea, allora si parla di "malattia
da reflusso gastroesofageo". I sintomi della malattia da reflusso
gastroesofageo sono: rigurgito acido, talora vomito, irritabilità, interruzione
della poppata, calo o rallentamento del peso, insonnia; a volte asma e infezioni
respiratorie frequenti dovute all'inalazione di cibo. Accertamenti
clinici Phmetria
delle 24 ore che consiste
nel mantenere un sondino nasogastrico per 24 ore collegato ad una sonda che misura
il numero e le variazioni d'acidità (ph) che avvengono nell'esofago. Radiografia
del primo tratto dell'intestino (esofago - stomaco) con mezzo di contrasto. Endoscopia
esofagogastrica può essere utile per ottenere un esame bioptico oltre
che per confermare o meno la presenza d'infiammazione esofagea.
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